
Il quadro normativo europeo sulla sostenibilità sta entrando in una fase di piena operatività, con impatti concreti e immediati sulle imprese. In particolare, tre elementi stanno ridefinendo il modo in cui le aziende devono comunicare le informazioni ambientali ai consumatori: il Regolamento PPWR (Packaging and Packaging Waste Regulation), con le FAQ pubblicate in marzo 2026, la Direttiva (UE) 2024/825 e il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026 n. 30 – che la recepisce in Italia.
PPWR: verso un’etichettatura ambientale armonizzata a livello europeo
Il PPWR rappresenta una svolta strutturale per il settore degli imballaggi. Oltre a introdurre obiettivi ambiziosi in termini di riduzione, riuso e riciclabilità, il regolamento stabilisce nuove norme per un sistema di etichettatura ambientale armonizzato a livello europeo.
Questo significa che:
- le informazioni sugli imballaggi dovranno essere uniformi, chiare e comparabili in tutti gli Stati membri;
- verranno definiti criteri comuni per indicare composizione, riciclabilità e corretto conferimento;
- si ridurranno le attuali differenze nazionali, spesso fonte di confusione per gli operatori.
È importante sottolineare che, ad oggi, sono state pubblicate le Linee guida della Commissione europea sull'applicazione del PPWR ma si è in attesa attesa degli atti di esecuzione della Commissione Europea, che definiranno nel dettaglio modalità, formati e contenuti dell’etichettatura armonizzata. Questo passaggio sarà decisivo per la piena applicazione delle nuove regole.
Direttiva (UE) 2024/825 e D.Lgs. 30/2026: nuove regole contro il greenwashing
Accanto al PPWR, il legislatore europeo è intervenuto sul fronte della comunicazione ambientale con la Direttiva (UE) 2024/825, recepita in Italia con il Decreto Legislativo 20 febbraio 2026 n. 30.
Sono introdotte norme stringenti per garantire che le dichiarazioni ambientali siano:
- veritiere, verificabili e basate su evidenze scientifiche;
- non generiche o ambigue (stop a claim come “eco”, “green”, “sostenibile” senza prova);
- coerenti con standard riconosciuti e metodologie trasparenti.
Inoltre, viene rafforzata la disciplina sui marchi di sostenibilità e sulle informazioni relative alla durabilità e riparabilità dei prodotti, con l’obiettivo di eliminare pratiche commerciali ingannevoli.
Il collegamento tra PPWR ed etichettatura ambientale
Il legame tra PPWR e D.Lgs. 30/2026 è diretto e strategico.
- Il PPWR definisce il contenuto e la struttura dell’etichettatura ambientale armonizzata, stabilendo cosa deve essere comunicato sugli imballaggi;
- Il D.Lgs. 30/2026 disciplina il modo in cui le informazioni ambientali e sulla sostenibilità possono essere comunicate, garantendo che siano corrette, documentate e non fuorvianti.
In altre parole, il primo costruisce il sistema obbligatorio per riconoscere e gestire correttamente i rifiuti di imballaggio, il secondo regola, di fatto, la comunicabilità della sostenibilità dell'azienda.
Questo doppio livello normativo trasforma l’etichetta ambientale, intesa come informazioni obbligatorie e facoltative, in uno strumento centrale: non più solo informativo, ma anche giuridicamente rilevante e sottoposto a controllo.
Responsabilizzare i consumatori attraverso informazioni corrette
Uno degli obiettivi principali di queste normative è la responsabilizzazione dei consumatori. Un sistema di etichettatura chiaro e affidabile consente ai cittadini di:
- comprendere meglio l’impatto ambientale dei prodotti;
- effettuare scelte di acquisto più consapevoli;
- contribuire attivamente alla corretta gestione dei rifiuti.
Tuttavia, questa responsabilità si basa su un presupposto fondamentale: la qualità dell’informazione fornita dalle imprese.
Implicazioni per le aziende
Per le aziende, il nuovo scenario implica un cambiamento significativo:
- adeguamento ai futuri standard europei di etichettatura armonizzata (PPWR);
- revisione delle strategie di comunicazione ambientale alla luce del D.Lgs. 30/2026;
- investimento in dati affidabili, tracciabilità e conformità normativa;
- integrazione reale della sostenibilità nei processi aziendali.
Non si tratta più di una scelta opzionale o di marketing, ma di un requisito normativo e competitivo.
Conclusioni
Il sistema normativo che emerge dal PPWR e dal recepimento della Direttiva (UE) 2024/825 tramite il D.Lgs. 30/2026 è chiaro: trasparenza, armonizzazione e responsabilità sono i pilastri della nuova comunicazione ambientale.
Seguire queste regole non significa solo evitare sanzioni, ma contribuire a costruire un mercato più corretto e consapevole. Le imprese che sapranno anticipare gli sviluppi – a partire dagli atti di esecuzione del PPWR – potranno trasformare un obbligo normativo in un vantaggio competitivo concreto.
