Arabia Saudita: notificata al WTO una bozza sugli alimenti con vitamine e minerali. Prime indicazioni e confronto con la normativa UE


L’Arabia Saudita ha notificato al WTO, attraverso il sistema TBT, la bozza SFDA.FD 2539:2025 – “Vitamins and Minerals Permitted in Food Products”, identificata con il simbolo G/TBT/N/SAU/1388. La consultazione internazionale risulta aperta fino al 7 aprile 2026.

Dalle informazioni disponibili, il progetto saudita introduce una disciplina dettagliata sull’uso di vitamine e minerali negli alimenti, con un’impostazione molto operativa: non si limita a definire principi generali, ma prevede elenchi dei micronutrienti ammessi, condizioni d’impiego, livelli massimi consentiti e categorie di alimenti interessate, tra cui lattiero-caseari, bevande, cereali per la colazione e formule per lattanti.

Il segnale regolatorio è rilevante. Per gli operatori food, soprattutto per chi esporta o intende esportare nel Regno, la novità suggerisce un possibile rafforzamento del controllo sulla fortificazione e sulla coerenza tra composizione, categoria merceologica e presentazione al consumatore. In altri termini, il mercato saudita sembra muoversi verso una gestione più puntuale del rapporto fra nutrienti aggiunti e condizioni di utilizzo ammesse.

Il confronto con l’Unione europea

Nel sistema europeo, il tema va letto incrociando almeno tre blocchi normativi.

Il primo è il Regolamento (CE) n. 1924/2006, che disciplina i claims nutrizionali e salutistici. In UE, un operatore può usare claim nutrizionali solo se rispetta le condizioni armonizzate. Per vitamine e minerali, il claim “fonte di” richiede almeno una quantità significativa del nutriente, mentre il claim “ad alto contenuto di” richiede almeno il doppio della soglia prevista per “fonte di”. Gli health claims, invece, devono essere autorizzati sulla base di evidenze scientifiche e sono raccolti nel Registro UE dei claim.

Il secondo pilastro è il Regolamento (CE) n. 1925/2006 sull’aggiunta di vitamine e minerali agli alimenti. In UE, quindi, il tema della fortificazione è già armonizzato nei principi generali e nelle liste positive delle sostanze vitaminiche e minerali autorizzate. Tuttavia, un elemento importante distingue il sistema europeo dalla bozza saudita oggi notificata: la Commissione europea continua a segnalare che la fissazione di massimi armonizzati UE per vitamine e minerali aggiunti agli alimenti resta un dossier aperto e non ancora chiuso con una proposta normativa definitiva.

Il terzo pilastro è il Regolamento (UE) n. 1169/2011, che disciplina la dichiarazione nutrizionale. In Europa la soglia di “quantità significativa” per vitamine e minerali è agganciata all’Allegato XIII: in linea generale 15% dei VNR per 100 g o 100 ml, oppure 7,5% per 100 ml nelle bevande, o 15% per porzione se la confezione è monoporzionata. Questo meccanismo è essenziale sia per la dichiarazione in etichetta sia per l’uso lecito di certi claims.

Cosa può cambiare per le aziende

Se la bozza saudita verrà adottata nella forma attuale o in una forma simile, le imprese dovranno probabilmente verificare con più attenzione:

  • la compatibilità dei livelli di fortificazione già usati nei prodotti UE con i livelli ammessi in Arabia Saudita;
  • la corretta riclassificazione per categoria di alimento secondo il sistema saudita/GSO;
  • la tenuta dei claims rispetto alle soglie locali e ai riferimenti nutrizionali applicabili;
  • la documentazione tecnico-regolatoria a supporto della composizione.
Il punto cruciale: non basta tradurre l’etichetta in arabo

È importante sottolineare che, in caso di export verso l’Arabia Saudita o più in generale verso il Golfo, non basta una mera traduzione in arabo dell’etichetta europea.

Lo stesso SFDA richiama, per il food labelling, tre riferimenti distinti: SFDA.FD/GSO 9 per l’etichettatura dei preimballati, SFDA.FD/GSO 2233 per la dichiarazione nutrizionale e SFDA.FD 2333 per health e nutrition claims. Inoltre, la versione corrente di GSO 2233:2025 risulta approvata il 30 aprile 2025.

La dichiarazione nutrizionale applicabile in Arabia Saudita/GSO è infatti costruita con logiche che non coincidono perfettamente con quelle europee. Il calcolatore ufficiale SFDA mostra una struttura centrata su servings per container, serving size, “amount per 100 g / 100 ml”, % Daily Value, e include voci come added sugar, cholesterol e trans fats; inoltre precisa che vitamine e minerali devono essere menzionati in etichetta quando il prodotto ne dichiara l’aggiunta o quando si utilizza un claim nutrizionale o salutistico relativo a tali nutrienti.

Questo significa che un’etichetta conforme al Reg. (UE) n. 1169/2011 non è automaticamente conforme al quadro saudita/GSO. In UE la dichiarazione obbligatoria standard richiede energia, grassi, saturi, carboidrati, zuccheri, proteine e sale, con base per 100 g / 100 ml; nel sistema saudita/GSO, invece, la presentazione e il set informativo richiesto possono seguire una logica differente, anche nella resa grafica e nei nutrienti evidenziati.

Conclusioni

La notifica WTO saudita su vitamine e minerali negli alimenti merita attenzione perché sembra anticipare un quadro più specifico e prescrittivo sulla fortificazione. Per gli operatori europei, il confronto con l’UE mostra una differenza di approccio: l’Europa ha un sistema molto strutturato su claims, liste positive e quantità significative, ma non ha ancora completato il capitolo dei massimi armonizzati per gli alimenti fortificati; la bozza saudita, invece, sembra orientata fin da subito a tabelle operative per prodotto e livello massimo.

Dal punto di vista pratico, il messaggio è chiaro: per il mercato saudita non serve solo “tradurre” un pack UE. Serve una vera riallineazione regolatoria di composizione, claims e dichiarazione nutrizionale al sistema SFDA/GSO, perché le differenze non sono solo linguistiche, ma anche sostanziali.

Muraro Alessandra 12 May 2026