Triman: la Commissione europea porta la Francia davanti alla Corte di giustizia


La pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE dell'azione promossa dalla Commissione contro la Repubblica francese (Case C-294/26, OJ C 2026/2510 del 15 maggio 2026) apre un contenzioso con implicazioni rilevanti per l'intero sistema europeo di etichettatura ambientale.

La Commissione contesta alla Francia l'imposizione del logo Triman e delle informazioni "Info-tri" anche ai prodotti legalmente commercializzati in altri Stati membri, ritenendo che tale obbligo costituisca una restrizione incompatibile con il diritto dell'Unione e con il principio del mutuo riconoscimento.

Per Interlabeling si tratta di una contestazione tutt'altro che sorprendente. Da anni evidenziamo le criticità giuridiche del sistema francese, soprattutto nella misura in cui esso pretendeva di imporre obblighi nazionali aggiuntivi agli operatori europei già conformi alla normativa UE applicabile.

Il nodo giuridico: il mutuo riconoscimento

Il cuore della controversia riguarda il principio del mutuo riconoscimento, pilastro del mercato interno europeo. Un prodotto legalmente commercializzato in uno Stato membro deve poter circolare liberamente negli altri Paesi dell'Unione, salvo eccezioni rigorosamente giustificate.

L'obbligo francese relativo al Triman ha introdotto un requisito nazionale ulteriore di etichettatura ambientale, imponendo alle imprese europee costi di adattamento, modifiche grafiche degli imballaggi e complessità operative spesso sproporzionate rispetto agli obiettivi perseguiti.

La criticità appare ancora più evidente considerando che la stessa normativa francese riconosceva espressamente il principio del mutuo riconoscimento. Il decreto n. 2021-835 del 29 giugno 2021 prevedeva che i produttori potessero sostituire la segnaletica Triman con "un'altra segnaletica comune disciplinata dall'Unione europea o da un altro Stato membro", conformemente agli articoli 34 e 36 TFUE. Da un lato la Francia dichiarava formalmente di rispettare il mutuo riconoscimento, dall'altro continuava ad applicare un sistema che nei fatti ha generato forti ostacoli alla libera circolazione delle merci.

Un passaggio importante per il mercato interno

L'azione della Commissione rappresenta un passaggio importante non solo per il caso francese, ma per il futuro dell'armonizzazione europea in materia di etichettatura ambientale ed economia circolare. Le imprese europee hanno bisogno di certezza giuridica, proporzionalità regolatoria e regole realmente armonizzate. La causa C-294/26 sarà osservata con grande attenzione da tutto il settore, poiché il suo esito potrebbe ridefinire i limiti entro cui gli Stati membri possono imporre obblighi nazionali di etichettatura ambientale nel contesto del mercato interno.

Muraro Alessandra 25 maggio 2026


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