
Cosa prevede la proposta per gli alimenti senza glutine?
- gli alimenti indicati come “gluten free” non devono superare 20 mg/kg di glutine nel prodotto venduto al consumatore;
- gli alimenti a contenuto di glutine ridotto, indicati come “reduced-gluten” o “very low gluten”, devono avere un contenuto superiore a 20 mg/kg e non superiore a 100 mg/kg.
La soglia dei 20 mg/kg vale anche per gli alimenti ottenuti da frumento, segale, orzo, avena o loro varietà incrociate quando questi ingredienti sono stati appositamente trattati per rimuovere il glutine.
Quali controlli sono richiesti nella produzione e nell’etichettatura?
Il progetto richiede che gli alimenti senza glutine siano preparati secondo buone pratiche di fabbricazione e con controlli adeguati a evitare la contaminazione da glutine. La filiera deve documentare i fornitori delle materie prime e verificare periodicamente i residui attraverso laboratori accreditati.
Per la determinazione del glutine, il testo indica metodi con sensibilità adeguata e richiama il metodo immunoenzimatico R5 ELISA. Gli alimenti contenenti glutine devono inoltre essere conservati separatamente da quelli senza glutine.
La revisione interviene anche sulle indicazioni in etichetta. La denominazione “gluten free” è riservata ai prodotti che rispettano il limite previsto, mentre le diciture per gli alimenti con contenuto ridotto devono essere definite senza indurre il consumatore in errore.
Quando entreranno in vigore le nuove regole?
Il termine per inviare commenti al progetto si è chiuso il 17 ottobre 2026. La notifica WTO indica che la data di adozione deve ancora essere stabilita e prevede l’entrata in vigore sei mesi dopo l’adozione.
Non si tratta quindi di un obbligo già operativo. Le aziende devono seguire l’iter e verificare il testo definitivo prima di modificare formule, processi o confezioni. Un altro esempio dell’evoluzione normativa nell’area è la bozza saudita sugli alimenti con vitamine e minerali.
Cosa significa per le aziende che esportano nei Paesi del Golfo?
Chi esporta prodotti senza glutine o con claim collegati verso questi mercati deve verificare le soglie analitiche, la gestione della contaminazione, la documentazione dei fornitori e le diciture usate in etichetta.
Il punto operativo è distinguere tra requisiti già applicabili e modifiche ancora in consultazione o in attesa di adozione. Fino alla pubblicazione del testo definitivo, la revisione va trattata come un dossier da monitorare.
Domande frequenti
La revisione è già in vigore? No. La data di adozione deve ancora essere definita. L’entrata in vigore è prevista sei mesi dopo l’adozione.
Qual è il limite per usare la dicitura “gluten free”? Il progetto fissa un contenuto massimo di 20 mg/kg di glutine nel prodotto venduto al consumatore.
Qual è la soglia per gli alimenti a contenuto di glutine ridotto? Il contenuto deve essere superiore a 20 mg/kg e non superiore a 100 mg/kg.
Quali mercati hanno notificato la revisione? Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Kuwait, Oman, Qatar, Arabia Saudita e Yemen.
