
La dicitura "può contenere" è oggi una delle voci più ambigue dell'etichetta. Viene usata spesso e in modo poco uniforme, al punto da perdere efficacia proprio per chi dovrebbe proteggere: i consumatori allergici e celiaci. Il Codex Alimentarius si prepara a cambiare questo approccio.
Durante la 49ª sessione del Codex Committee on Food Labelling (CCFL49) è stata raccomandata l'adozione di nuove linee guida sull'etichettatura precauzionale degli allergeni (PAL). La novità principale è l'introduzione delle Reference Doses (RfD): soglie quantitative basate su evidenze scientifiche FAO/OMS, che permettono di stabilire in modo oggettivo quando indicare la possibile presenza accidentale di un allergene.
Cosa cambia con le Reference Doses
L'obiettivo è superare l'uso generico della dicitura "può contenere" e sostituirlo con criteri standardizzati e misurabili a livello internazionale. Secondo le nuove regole, la PAL dovrebbe:
- basarsi su una valutazione del rischio documentata;
- essere utilizzata solo quando i livelli di allergene superano soglie scientificamente definite;
- essere posizionata vicino alla lista ingredienti e chiaramente evidenziata;
- utilizzare diciture standardizzate come "può contenere".
Tra le novità più rilevanti figura la definizione di una dose di riferimento per il glutine pari a 4 mg, che servirà come base per decidere quando applicare le avvertenze precauzionali relative ai cereali contenenti glutine. È inoltre previsto che la presenza di una PAL per il glutine non sia compatibile con la dichiarazione volontaria "senza glutine".
Perché tocca anche l'Europa
Lo standard aggiornato è il CXS 1-1985, principale riferimento internazionale per l'etichettatura degli alimenti preconfezionati. Su questo standard si basano le normative di molti Paesi, inclusa l'Unione Europea con il Regolamento (UE) 1169/2011. L'adesione agli standard Codex è inoltre considerata una garanzia di conformità alle regole del commercio internazionale dell'OMC, perché aiuta a dimostrare che le norme alimentari nazionali non costituiscono ostacoli ingiustificati agli scambi.
La Commissione europea ha annunciato l'intenzione di sviluppare, per la prima volta, norme specifiche sull'uso della dicitura "può contenere", colmando un vuoto normativo presente fin dall'entrata in vigore del Reg. (UE) 1169/2011. L'UE sostiene anche l'introduzione della dose di riferimento di 4 mg per il glutine, per distinguere meglio i rischi legati alla celiachia da quelli associati alle allergie al frumento mediate da anticorpi IgE.
Non solo allergeni
Il CCFL49 ha affrontato anche altri temi. Per spezie e piante aromatiche, prendendo a riferimento lo standard sullo zafferano, è stato stabilito che debba essere indicato il Paese di origine, che normalmente coincide con il Paese di raccolta; l'indicazione della regione e dell'anno di raccolta resta facoltativa. Quando raccolta e trasformazione avvengono in Paesi diversi, l'origine corrisponde al Paese di trasformazione sostanziale, e la semplice miscelazione di spezie della stessa specie da Paesi diversi non è considerata trasformazione sostanziale.
Nuove indicazioni riguardano anche i multipack: la confezione esterna deve riportare tutte le informazioni obbligatorie, salvo che siano già visibili sui singoli prodotti senza aprire la confezione, e va indicata la data di conservazione o scadenza più vicina tra quelle dei prodotti contenuti. Su questo punto l'UE ha però espresso riserve, ritenendo che alcune modifiche possano creare confusione e che diversi obblighi siano già coperti dalle disposizioni Codex esistenti.
Alcune proposte, come l'armonizzazione dell'etichettatura delle bevande alcoliche e delle piccole confezioni, sono state rinviate per mancanza di consenso. Sulle bevande alcoliche l'UE sostiene comunque l'obbligo di indicare chiaramente la gradazione alcolica.
In sintesi
Se adottate dai Paesi membri, queste regole potrebbero portare a una maggiore armonizzazione internazionale dell'etichettatura degli allergeni e a una riduzione delle indicazioni precauzionali non necessarie. Per le aziende che esportano significa una gestione del rischio più strutturata e, potenzialmente, etichette più chiare e difendibili.
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