
Nel mercato alimentare europeo, le indicazioni sulla salute riportate in etichetta non sono semplici strumenti di marketing: sono dichiarazioni regolamentate, sottoposte a una valutazione scientifica rigorosa prima di poter essere utilizzate su un prodotto.
Un dato recente pubblicato dall'EFSA (European Food Safety Authority) rende bene l'idea della severità del sistema: al 2025, le indicazioni sulla salute autorizzate per l'uso nell'Unione Europea sono 262. Oltre il 70% di tutte le richieste presentate è stato respinto per insufficienza delle evidenze scientifiche a supporto.
Questo significa che ogni claim presente su un'etichetta alimentare in vendita nell'UE ha superato un processo di valutazione strutturato. Non si tratta di frasi generiche o promozionali, ma di affermazioni che devono rispettare condizioni precise stabilite dal Regolamento (CE) n. 1924/2006.
Il quadro normativo: Regolamento (CE) n. 1924/2006
Il regolamento distingue due macro-categorie di indicazioni:
Le indicazioni nutrizionali descrivono le proprietà nutritive di un alimento — ad esempio "a basso contenuto di grassi", "fonte di fibre", "senza zuccheri aggiunti". Per ciascuna di queste espressioni, l'Allegato al regolamento fissa soglie quantitative precise che il prodotto deve rispettare.
Le indicazioni sulla salute (health claims) stabiliscono un collegamento tra un alimento, un nutriente o una sostanza e un beneficio per la salute — ad esempio "il calcio contribuisce al mantenimento di ossa normali" o "la vitamina C contribuisce al normale funzionamento del sistema immunitario". Queste dichiarazioni devono essere autorizzate a livello europeo, sulla base di un parere scientifico positivo dell'EFSA.
Esiste poi una terza categoria, ancora più restrittiva: le indicazioni relative alla riduzione del rischio di malattia, che richiedono un'autorizzazione specifica ai sensi dell'art. 14 del regolamento.
Il registro dell'Unione Europea
Tutte le indicazioni autorizzate, respinte o in fase di valutazione sono consultabili nel Registro dell'Unione Europea delle indicazioni nutrizionali e sulla salute. È uno strumento fondamentale per gli operatori del settore alimentare (OSA) che devono verificare se un determinato claim è utilizzabile e a quali condizioni.
L'errore più frequente è ritenere che una dicitura presente sul mercato di un Paese terzo sia automaticamente utilizzabile anche in Europa. Non è così: il sistema UE è basato su un elenco positivo. Se un'indicazione non è stata autorizzata, non può essere usata — indipendentemente dalle evidenze disponibili altrove.
Cosa significa per gli operatori del settore alimentare
Per chi produce, importa o distribuisce alimenti nel mercato europeo, la gestione dei claims è un tema che incrocia etichettatura, formulazione del prodotto e comunicazione commerciale.
Un claim utilizzato in modo improprio — anche in buona fede — può esporre l'azienda a contestazioni da parte delle autorità di controllo, a richieste di ritiro dal mercato e a danni reputazionali. Le sanzioni variano da Stato membro a Stato membro, ma il principio è uniforme: ogni indicazione deve essere conforme al regolamento e supportata da evidenze scientifiche validate.
Uno sguardo oltre l'UE
Il tema delle dichiarazioni nutrizionali e sulla salute è tutt'altro che armonizzato a livello globale. Paesi come USA, Cina, Giappone, Australia e Corea del Sud prevedono sistemi diversi, con categorie, iter di approvazione e limiti che non coincidono con quelli europei. Per le aziende che operano su più mercati, la gestione dei claims richiede una verifica puntuale mercato per mercato.
